Massime giurisprudenziali

Massime contenenti generiche enunciazioni di principio
Fattispecie riconosciute dipendenti da causa di servizio
Fattispecie non riconosciute dipendenti da causa di servizio
Fattispecie di infortuni “in itinere”
Massime contenenti generiche enunciazioni di principio
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 74533 del 08-02-1990, De Santi c. Ministero della difesa (p.d. 404649).
Per la dipendenza, causale o concausale, da un “fatto di servizio” occorre che l’evento lesivo sia riferibile all’adempimento di un obbligo (di servizio) di cui – in quanto teso al soddisfacimento della prestazione – l’Amministrazione militare, quale soggetto attivo, può pretendere l’adempimento stesso perché rispondente ad un suo precipuo interesse; di conseguenza, rientrano in detta categoria non solo gli specifici adempimenti sia di obblighi derivanti da norme sia di compiti demandati dai superiori gerarchici ai militari bensì, anche, tutte quelle azioni poste in essere nel perdurare del rapporto di servizio purché correlate ad un interesse dell’Amministrazione.
Corte dei ContiSez. Giur. Reg. Lazio, sent. n. 41 del 20-03-1995, Rossi c. Ministero della difesa (p.d. 406420).
Ai fini dell’accertamento della dipendenza da causa di servizio delle infermità riscontrate in sede di visita pensionistica acquistano valore sostanziale la loro eziologia, l’epoca di comparsa della sintomatologia e la successione cronologia delle manifestazioni morbose, onde individuare l’esistenza di un nesso cronopatogenetico che ne giustifichi la ricollegabilità agli eventi di servizio, mentre, nella carenza di certezze medico-legali, occorre prendere in considerazione ogni elemento che si palesi utile alla necessaria definizione del giudizio, con particolare riguardo al servizio considerato nella sua durata e nelle sue caratteristiche ambientali, anche sotto il profilo della riduzione delle resistenze organiche del soggetto.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 66805 del 09-03-1985, Ugolino c. Ministero della difesa (p.d. 403259).
Causa di servizio è il fatto efficiente ed adeguato, imputabile al servizio, produttivo dell’evento lesivo, ossia la condizione indispensabile senza la quale l’invalidità non si sarebbe determinata; di conseguenza, in nessun caso il diritto al trattamento privilegiato sussiste se – nelle circostanze dell’evento che espose il militare a subire il danno nella persona – esuli qualunque esigenza concreta e reale di servizio.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 75150 del 14-03-1990, Nigro c. Ministero della difesa (p.d. 404791).
È da ammettere la dipendenza da causa di servizio di una infermità (nella specie, postumi di contusione cranica e di commozione cerebrale ed esiti di tracheotomia) conseguenti ad un incidente stradale capitato mentre il militare, in adempimento di un obbligo di servizio, al termine di un turno di guardia ad una installazione N.A.T.O., era stato autorizzato a recarsi presso un bar nelle vicinanze per rifocillarsi ed acquistare generi di conforto per il restante personale di guardia.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 74070 del 23-11-1989, Lenti c. Ministero della difesa (p.d. 404692).
Il diritto a conseguire trattamento privilegiato ordinario non è ricollegato, dall’art. 64 del D.P.R. n. 1092 del 1973, solo all’insorgenza ovvero alla constatazione di un’infermità durante il servizio in quanto tassativamente si richiede che “fatti” determinati, costituenti adempimento di obblighi di servizio, siano stati la causa unica e diretta ovvero una concausa efficiente e determinante.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 75351 del 19-06-1990, Piraino c. Ministero della difesa (p.d. 404876).
Il diritto a pensione privilegiata ordinaria non è legato al mero manifestarsi di una malattia invalidante durante la prestazione militare dovendo, invece, risultare provata la sussistenza anche di un concreto nesso eziologico tra episodio e/o circostanze cui il soggetto sia stato esposto – per poter assolvere gli obblighi di servizio – ed il conclamarsi dell’infermità.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 73721 del 23-11-1989, De Luca c. Ministero della difesa (p.d. 404633).
Ai fini della concessione di trattamento privilegiato pensionistico, l’espresso richiamo legislativo ai “fatti derivanti dall’adempimento di obblighi di servizio” esclude che possa imputarsi ad esso, in via presuntiva e/o astratta, una determinata infermità ovvero lesione atteso che occorre provare che la prestazione abbia, in concreto, comportato l’esposizione del soggetto ad eventi o fattori morbigeni eziopatogeneticamente rilevanti nel particolare processo morboso.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 75696 del 22-09-1990, Pettinari c. Ministero della difesa (p.d. 404943).
Il riconoscimento del diritto a trattamento privilegiato ordinario non si ricollega al mero insorgere di una infermità o di una lesione durante il servizio militare (criterio cronologico) ma richiede espressamente che uno specifico fatto di servizio – costituente adempimento di un obbligo di servizio – sia stato, con stretto nesso di causalità, la causa ovvero la concausa della infermità stessa (criterio eziologico).
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 71636 del 09-01-1988, De Piccoli c. Ministero delle finanze (p.d. 404115).
Ai fini della concessione del trattamento privilegiato ordinario, diretto o indiretto, non opera la presunzione da causa ovvero da concausa di servizio, salvo prova contraria (presunzione prevista, invece, per le malattie contratte durante la prestazione di guerra o lo stato di prigionia, come dagli artt. 3 e 4 della legge 13 marzo 1968 n. 313 e successive modificazioni); di conseguenza occorre dimostrare, di volta in volta, la sussistenza del nesso causale o concausale tra il fatto di servizio e la invalidità o l’evento letale, ed il relativo onere della prova incombe sul soggetto il quale intende far valere in giudizio la propria pretesa pensionistica.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 70601 del 08-06-1987, Ministero delle finanze c. Zanelli (p.d. 403839).
Fatti di servizio
I divieti posti dall’autorità militare di far comunque uso di automezzi privati nell’esecuzione di servizi, anche isolati, sono previsti in funzione del compimento delle prestazioni di istituto; pertanto, in considerazione delle specifiche finalità cui detti divieti rispondono, dalla loro inosservanza non può derivare l’interruzione del nesso di causalità tra il servizio stesso e le eventuali lesioni o morte.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 75796 del 14-09-1990, Magnani c. Ministero della difesa (p.d. 405011).
Qualora nel determinismo di un evento letale abbia influito la grave colpa del soggetto è da escludere qualsiasi nesso di causalità tra fatti di servizio e lesione.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 70601 del 08-06-1987, Ministero delle finanze c. Zanelli (p.d. 403838).
Ancorché agli effetti della colpa grave degli addetti alla guida di autoveicoli non sia sufficiente riscontrare la violazione di una o più norme, anche tassative, del codice stradale, è gravemente colposo il comportamento del soggetto il quale, nella dinamica complessiva dell’incidente – quale desumibile anche dalla situazione ambientale, dallo stato della vettura e dalle condizioni della strada – si sia discostato notevolmente dalla condotta di guida che la generalità dei conducenti avrebbe mediamente tenuto in analoghe circostanze di tempo e di luogo.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 84738 del 27-01-1995, Palomba c. Ministero della difesa (p.d. 406514).
Causa di servizio è il fatto, efficiente ed adeguato, imputabile al servizio, produttivo dell’evento lesivo ossia la condizione indispensabile senza la quale l’invalidità non si sarebbe determinata (nella specie, la Sezione conclude con ampia motivazione che l’evento fu conseguenza, esclusiva oltre che immediata e diretta, di un fatto sopravvenuto – lancio reciproco di sassolini raccolti tra il ghiaietto – rispetto al servizio, al quale questo era rimasto completamente estraneo, in quanto costituì solamente l’occasione, non necessaria ed unica, dell’evento in maniera del tutto indiretta e marginale epperciò tale da escludere ogni sua incidenza, sia pure sotto il profilo concausale).
Fattispecie riconosciute dipendenti da causa di servizio
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 66897 del 15-03-1985, Lo Schiavo c. Ministero della difesa (p.d. 403148).
Ai fini dell’accertamento dell’esistenza o meno delle condizioni richieste dalla legge per la concessione della pensione privilegiata ordinaria, il nesso di causalità tra il servizio e l’infortunio riportato in occasione dello stesso resta escluso soltanto dalla colpa grave del dipendente la cui prova, fondata su concreta ed obiettiva risultanza, va fornita dall’Amministrazione: pertanto, allorché tale prova sia fondata solo su elementi induttivi o mere supposizioni non si interrompe il nesso di causalità per cui va dichiarata la dipendenza da causa di servizio.
Corte dei ContiSez. Giur. Reg. Sard., sent. n. 608 del 11-10-1991, Corda c. Ministero della difesa (p.d. 405112).
È da riconoscere dipendente da causa di servizio il decesso del militare di leva dovuto ad incidente stradale occorsogli mentre, in esecuzione di ordine superiore, si recava alla guida di un automezzo militare al prelevamento di viveri, rimanendo coinvolto in un sinistro determinato dalla guida imprudente di altro automobilista.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 75155 del 12-04-1990, Griso c. Ministero della difesa (p.d. 404793).
Dipende da causa di servizio la lesione (nella specie, artrosinovite traumatica al ginocchio) riportata dal militare mentre, nel recarsi all’ufficio presso cui prestava servizio, scivolava sul terreno ghiacciato.
Corte dei ContiSez. III Pens. Civ., sent. n. 53757 del 20-04-1983, Alfieri c. I.N.P.S (p.d. 402806).
Lo svolgimento di un’attività lavorativa, nell’ultimo periodo del rapporto d’impiego, dalla quale si evidenziano elementi che possono ritenersi rilevanti ai fini dell’aggravamento di una già grave affezione nervosa, può ritenersi fattore concausale nell’evoluzione della malattia medesima, fino all’esito letale. (Nella specie, il dipendente era passato da un servizio di una certa responsabilità ad un lavoro automatico di classificazione e suddivisione di schede che non poteva non comportare un aggravamento della sintomatologia psichica).
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 63700 del 03-06-1983, La Sorsa c. Ministero della difesa (p.d. 402944).
Dipende da causa di servizio l’incidente occorso durante la libera uscita del militare qualora il comportamento di costui non sia stato improntato a colpa grave ovvero a grave imprudenza. (Nella specie, il militare, nel ritornare in caserma al termine della libera uscita, percorrendo una strada poco illuminata dell’abitato, sprovvista di marciapiede, si spostava istintivamente verso il centro della strada per evitare una pozzanghera venendo, così, investito da una macchina che sopraggiungeva da tergo).
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 56433 del 04-07-1980, De Palma c. Ministero della difesa (p.d. 402482).
Il trovarsi ricoverato in un ospedale militare per curare gli esiti di un fatto traumatico costituisce attività di servizio in quanto si è a disposizione dell’autorità militare; di conseguenza dipende da fatto di servizio un nuovo evento traumatico riportato in detta circostanza tanto più se non attribuibile ad imprudenza del malato. (Nella specie, l’Amministrazione sanitaria aveva l’obbligo di controllare che l’attività di rieducazione funzionale di un arto, mediante deambulazione con stampelle, avvenisse sempre in condizioni di piena sicurezzae non sul pavimento bagnato).
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 57242 del 14-05-1980, Zanin c. Ministero della difesa (p.d. 402493).
Ancorché praticata fuori dell’orario di servizio è, comunque, da assimilare al servizio stesso l’attività ricreativa svolta – come nella specie – in gruppo, con prevalente esercizio ginnico-sportivo, in idonei locali (campo sportivo annesso alla caserma) e previa autorizzazione; di conseguenza non si può escludere la dipendenza da causa di servizio di un trauma riportato in dette circostanze.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 56829 del 14-03-1980, Galli c. Ministero delle finanze (p.d. 402452).
I disagi fisici, psichici e climatici connessi al servizio d’istituto ben possono svolgere un’azione negativa nei confronti dell’apparato cardiovascolare e contribuire, in misura determinante, all’evoluzione più grave e più rapida del processo ateromasico delle arterie; di conseguenza è da riconoscere la dipendenza da causa di servizio, quantomeno a titolo concausale, di una emiparesi postuma a trombosi tanto più se, come nella specie, la prestazione militare fu assai lunga ed obiettivamente gravosa (mansioni di vigilanza notturna e diurna, nella Guardia di Finanza, in reparti disagiati, in condizioni climatiche sfavorevoli, con notevole esposizione a fattori perfrigeranti e con intuibili sforzi fisici nonché privazioni di ogni genere).
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 57236 del 21-06-1980, Ministero della difesa (p.d. 402477).
Pur trattandosi di neoplasia maligna, la cui eziopatogenesi è ancora oscura, non può escludersi la dipendenza dal servizio – quantomeno a titolo concasuale – dell’affezione “artrocitoma tempiale” soprattutto se, come nella specie, la prestazione fu lunga, gravosa e caratterizzata da elementi fisico-psichici stressanti (esercitazioni in località distanti dalla sede di servizio, esposizione ad inclemenze atmosferiche per lunghi periodi, servizi notturni per la ricerca di latitanti in zone di per sé disagiate, ecc.) e considerato che il militare accusò l’inizio dei disturbi durante il servizio, senza, peraltro, che la malattia fosse tempestivamente accertata e curata con idonei presidi terapeutici.
Fattispecie non riconosciute dipendenti da causa di servizio
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 70608 del 27-04-1987, Vicino c. Ministero della difesa (p.d. 404569).
All’espressione “fatti di servizio”, enunciata dall’art. 64 del D.P.R. n. 1092 del 1973, non può essere attribuito altro significato che quello palese proprio delle parole nonché della intenzione, con esse manifestato dal legislatore, di attribuire rilevanza, in materia, ai soli fatti “derivanti dall’adempimento degli obblighi di servizio”, cioè conseguenti all’esecuzione degli obblighi stessi; è da escludere, pertanto, che la libera uscita possa configurare un fatto di servizio non essendo esplicazione od adempimento di un “obbligo di servizio”.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 67162 del 30-09-1985, Parisini c. Ministero della difesa (p.d. 404568).
È da escludere qualsiasi nesso di causalità tra un incidente, ancorché accaduto nei locali della caserma, ed il servizio se il militare era in libera uscita – eppertanto al di fuori dell’adempimento degli obblighi di servizio – e conversava con alcuni commilitoni.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 70390 del 27-03-1987, Catania c. Ministero della difesa (p.d. 403797).
Non sussiste un diretto nesso causale tra il servizio ed un fatto traumatico qualora l’incidente sia stato riportato dal militare mentre, al di fuori dell’orario di servizio, giocava al calcio con alcuni commilitoni nella palestra della caserma.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 70390 del 27-03-1987, Catania c. Ministero della difesa (p.d. 403797).
Non sussiste un diretto nesso causale tra il servizio ed un fatto traumatico qualora l’incidente sia stato riportato dal militare mentre, al di fuori dell’orario di servizio, giocava al calcio con alcuni commilitoni nella palestra della caserma.
Fattispecie di infortuni “in itinere”
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 78258 del 16-03-1992, Piscicelli c. Ministero della difesa (p.d. 405514).
Non è configurabile l’ipotesi dell’infortunio “in itinere” in mancanza di connessione, richiesta dalla legge, con fatti derivanti dall’adempimento di obblighi di servizio. (Nella specie, l’infortunio fu determinato da imprudenza del soggetto).
Corte dei ContiSez. IV, sent. n. 81370 del 19-04-1993, Capitani c. Ministero della difesa (p.d. 405806).
Sussistono elementi sufficienti per ritenere integrati gli estremi dell’infortunio “in itinere”, con conseguente dipendenza da causa di servizio dell’infermità derivatane, qualora il militare sia incorso, senza sua colpa, in un sinistro stradale mentre stava raggiungendo il luogo di destinazione, autorizzato dal comando di appartenenza, per fruire del permesso concessogli.
Corte dei ContiSez. III Pens. Civ., sent. n. 57284 del 04-02-1985, Schettina c. Ministero di grazia e giustizia (p.d. 403197).
L’infortunio “in itinere” che dà diritto, a favore del congiunto di un pubblico dipendente, alla pensione privilegiata, a norma dell’art. 92 del T.U. 29 dicembre 1973 n. 1092, è quello occorso al dipendente stesso fuori dei locali di servizio, durante un percorso e per necessità imposte da esigenze di servizio; pertanto, non dipende da causa di servizio – con conseguente denegato riconoscimento della pensione di privilegio in favore del congiunto – il decesso di una guardia AA.CC., avvenuto a seguito di incidente stradale occorso mentre questa trasportava masserizie per essere stata trasferita in altra sede per esigenze di servizio, in quanto tale infortunio avveniva mentre la stessa era libera da obblighi di servizio, su di un percorso estraneo sia alla vecchia che alla nuova sede, senza alcuna autorizzazione al riguardo, su di un’auto privata e per motivi estranei a qualsiasi esigenza di ufficio.
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 71363 del 30-11-1987, Cianciolo c. Ministero della difesa (p.d. 403992).
L’incidente dovuto all’uso di un comune mezzo di trasporto, configura “infortunio in itinere” solo se non sussista colpa o imprudenza grave da parte dell’infortunato in ordine alla produzione dell’evento: pertanto non può ritenersi giustificato, allorquando avrebbe potuto essere agevolmente fatto uso di un mezzo pubblico. (Nella specie, fra la località dalla quale il militare avrebbe dovuto fare ritorno in caserma, e quella cui era diretto, esistevano in vari orari dell’intera giornata frequenti mezzi “pubblici”).
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 71363 del 30-11-1987, Cianciolo c. Ministero della difesa (p.d. 403992).
L’incidente dovuto all’uso di un comune mezzo di trasporto, configura “infortunio in itinere” solo se non sussista colpa o imprudenza grave da parte dell’infortunato in ordine alla produzione dell’evento: pertanto non può ritenersi giustificato, allorquando avrebbe potuto essere agevolmente fatto uso di un mezzo pubblico. (Nella specie, fra la località dalla quale il militare avrebbe dovuto fare ritorno in caserma, e quella cui era diretto, esistevano in vari orari dell’intera giornata frequenti mezzi “pubblici”).
Corte dei ContiSez. IV Pens. Mil., sent. n. 78258 del 16-03-1992, Piscicelli c. Ministero della difesa (p.d. 405514).
Non è configurabile l’ipotesi dell’infortunio “in itinere” in mancanza di connessione, richiesta dalla legge, con fatti derivanti dall’adempimento di obblighi di servizio. (Nella specie, l’infortunio fu determinato da imprudenza del soggetto).