Equo indennizzo

Qualora sia stata riconosciuta o sia in corso di riconoscimento la dipendenza da causa di servizio di una menomazione dell’integrità fisica derivante da infermità o lesioni subite a causa del servizio il personale della Polizia di Stato può presentare all’ufficio di appartenenza domanda per l’attribuzione dell’equo indennizzo entro sei mesi dalla notifica del provvedimento di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio.
La domanda di equo indennizzo può anche essere presentata contestualmente alla domanda di riconoscimento della dipendenza della infermità da causa di servizio o, nel corso del procedimento di riconoscimento, entro dieci giorni dalla comunicazione che la pratica è stata inviata con relazione al Comitato di verifica per le cause di servizio.
In questi ultimi due casi il procedimento si estende anche alla definizione della richiesta di equo indennizzo e, qualora la C.M.O. competente riconosca l’ascrivibilità della patologia ad una delle otto categorie previste, si conclude con l’adozione di un unico provvedimento, essendo il procedimento del tutto analogo.
La misura del beneficio viene computata sulla base dell’importo dello stipendio tabellare in godimento alla data di presentazione della domanda o dell’avvio del procedimento d’ufficio, applicando ad esso i coefficienti contenuti nella tabella di determinazione della misura dell’equo indennizzo e fermo restando che nulla può essere liquidato se la menomazione della integrità fisica sia stata contratta per dolo o colpa grave dell’interessato.
Va rilevato come la previsione di cui al 5° comma dell’art. 15, d.P.R. 146/1990, dove si stabilisce la detrazione delle somme corrisposte da parte di assicurazioni private da quelle spettanti a titolo di equo indennizzo, in base a consolidata giurisprudenza si applica solo alle assicurazioni stipulate dall’Amministrazione, in analogia a quanto previsto dal 2° co. art. 50 d.P.R. 686/1957, ove è prevista la deduzione dall’equo indennizzo di quanto eventualmente percepito dall’impiegato in virtù di assicurazione a carico dello Stato o di altra pubblica amministrazione e non, dunque, da polizze eventualmente stipulate dall’interessato o a suo beneficio, rientrando queste in una sfera di diritti privatistici regolati da norma di legge su cui non può incidere la norma citata (recepimento del C.C.N.L., avente carattere regolamentare).